DAL LIBRO: FUGA DI MEZZANOTTE BiLLY HAYES-WILLIAM HOFFER-Newton Compton Editori Per anni l'ho cercato ma non l'ho trovato,sabato mattina alla libreria Feltrinelli me lo sono trovato davanti con lo sconto,non ci ho pensato due volte e l'ho acquistato finendolo di leggerlo pochi minuti fà. Se uno vede il film senza prima leggere il libro scritto da William "Billy" Hayes,pensa ad un capolavoro,una volta letto il libro cambia opinione,magari dicendo che si poteva fare meglio. Cominciamo dalla fine: tutti coloro che hanno visto il capolavoro (cosi è stato valutato a Cannes nel 1978) di Alan Parker pensano che Billy Hayes scappi dalla prigione di Sagmalcilar uccidendo la guardia Hamidou dopo un combattimento in infermieria.In realtà lui scappa dal carcere dell'isola Ikmrali dove era stato trasferito e dove lui poteva lavorare.Emozionante fino alla fine riesce a passare,dopo grandi sofferenze (e non trqanquillamente come scrivono alla fine del film) il confine con la Grecia facendosi prendere dai greci per poi collaborare con loro ,contro i turchi, e farsi rispedire negli Usa. Tutte le frasi significative che sono sul libro,il film le riporta, cambiano però i personaggi e i fatti. Quando Billy viene arrestato non è in compagnia della fidanzata ma è solo.Solo successivamente avrà una storia via lettera con una ragazza americana (Lillian e non Susan) che lui conosceva di già e che aveva divorziato dal marito. Si scriveranno e poi lei lo andrà a trovare in carcere. I personaggi del film cambiano ,sopratutto i nomi. Rifki la spia non si chiama così ma Zihat. L'americano Jimmy Booth non esiste ma c'era l'israeliano Popeye.Lo svedese non si chiamava Erik ma Arne, il grosso violento guardiano Hamid anzichè Hamidou.L'unico personaggio uguale sia nel film che libro è Max che però non era inglese ma olandese. Io voglio pubblicare le ultime cinquantuno pagine del libro cioè dal suo racconto di quando venne trasferito dal carcere di Sagmalcilar all'isola di Ikmarali dove fugge. Comincio da qui perchè fino a quel punto il film aveva riportato gli episodi e le frasi più importanti,dopo però c'è bisogno di leggere il libro per sapere come sono andate realmente le cose. (pagine 265-266-267) 14 luglio 1975 Miei cari, eccomi qui finalmente sull'isola di Imrali.Mentre vi scrivo questa lettera mi trovo all'aria aperta,il cielo è limpido e azzurro.Sono cosi estasiato di fronte alla natura che mi circonda.Alberi altissimi che si muovono al vento.Onde spumeggianti.Una piccola insenatura a ferro di cavallo e una nebbiolina color lavanda all'orizzonte,dove il profondo blu del Mar di Marmara incontra le colline dell'Asia. Il carcere è costituito da un gruppetto di vecchi edifici che un tempo dovevano essere un villaggio.Stanzoni tipo dormitorio col pavimento di legno scricchiolante a letti a castello di metallo.Un pò sporco,ma ormai non ci faccio più caso.Nella mia stanza ci sono circa una trentina di detenuti.L'atmosfera è molto diversa da quella di Sagmalcilar.Qui i carcerati hanno ancora poco tempo da scontare e precedenti penali abbastanza buoni...Insomma,meno pugni e coltellate che a Sagmalcilar. Sono arrivato di venerdi,che è il giorno libero per tutti i detenuti.Ci credereste?Posso farmi il bagno al mare!Voglio dire,dopo aver fatto il bagno per cinque anni con l'acqua dell'acquaio,ora mi posso fare il bagno al mare.E' semplicemente incredibile. Lavoro nella fabbrica,che è un vecchio edificio riadattato per la lavorazione di tutta la frutta che cresce sull'isola e anche da altre parti.Durante il primo giorno di attività abbiamo tolto il picciolo a quaranta milioni di fragole.Non riuscivo a crederci.Cinque anni senza e poi,improvvisamente tutte le fragole che volevo.Dopo tre ore che le pulivo e le divoravo sono dovuto correre al bagno.Comunue è stato fantastico.Ora lavoro su una macchina,un lavoro meccanico,faccio i coperchi di metallo per le scatole che vengono usate per le conserve.Non è male. Sono abbronzato,non molto,ma quel tanto che basta per farmi sentire bene.Sia ieri che oggi sono stato sdraiato al sole sulla spiaggia da mezzogiorno alle due.Non mangio insieme agli altri.Siamo liberi di passeggiare per l'isola,e allora preferisco allontanarmi e rifugiarmi sulla spiaggia,in un angolo nascosto della baia dove posso stare per conto mio.Solo io e il mare.E' cosi bello stare da soli,lontano dalla gente,per la prima volta dopo cinque anni,stare sdraiato al sole e ascoltare i gabbiani. Dicono che d'inverno qui fa molto freddo.Ma, a questo punto,posso sopportare qualsiasi cosa.Sarà un piccolo prezzo da pagare per questa libertà di movimento,per non parlare della possibilità...Su questo argomento mi soffermerò più a lungo nelle prossime lettere,dopo che avrò preso un pò più di confidenza con il posto. Non riesco ancora ad abituarmi alla foto di gruppo che mi avete inviato.Mamma sembra che diventi ogni giorno sempre più giovane.E papà,mi ha fatto un effetto tanto strano sentire che abbia voluto portare gli alberi del giardino dietro casa perchè toglievano il sole.Ho pensato,"Quali alberi?",e poi mi sono ricordato che gli alberi crescono molto in cinque anni.Proprio come le persone. Lillian dovrebbe tornare a North Babylon il 24 luglio.Le ho chiesto di passare a salutarvi.Le ho scritto molte lettere e sono sicuro che potrà raccontarvi molte cose su di me.Non ho la minima idea di come sarà la mia vita in futuro.Ma Lillian mi ha aiutato a superare i momenti più duri.Mi chiedo come staremmo noi due insieme in una vita normale.Sembra che qui dentro io abbia imparato qualcosa sull'amore e sulla dedizione...Troppo tardi per Kathleen,ma per Lillian,si,Lillian chissà?Comunque,ho ancora tre anni da passare qui dentro.Forse.Vi scriverò di nuovo la prossima settimana quando le cose saranno andate un pochino avanti.Non preoccupatevi per me. Un abbraccio a tutti, Billy All'inizio mi sembrava di stare in paradiso.E,in confronto a Sagmalcilar,ero davvero in paradiso.Ma le torri di controllo all'imboccatura del porto,mi ricordarono che era sempre un carcere.Di notte i riflettori illuminavano la spiaggia.E le sentinelle pattugliavano la zona.Nonostante il cielo azzurro sopra alla mia testa,l'umore grigio e la disperazione tornarono in breve a impadronirsi di me.Se proprio dovevo stare in carcere,volevo stare lì.Ma dovevo proprio stare in carcere? Max aveva detto che non sarei mai riuscito a fuggire da Imrali.Charles,nelle sue lettere,aveva detto forse.Sula bula. Mentre osservavo le calme acque del Mar di Marmara,ebbi la netta percezione che ce l'avrei fatta.Il Mar di Marmara è un mare interno che si trova all'estremità nord ovest del paese,tra il Mar Nero e l'Egeo.La sponda settentrionale è Europa,quella meridionale è Asia.Imrali è un arco di terra a una trentina di chilometri dalla costa sud-orientale.Una forte corrente gira intorno all'isola,e poi prosegue giù verso lo stretto dei Dardanelli. Quei primi giorni il mare era talmente calmo che pensai che forse avrei potuto fare a nuoto i trenta chilometri che mi separavano dalla terra ferma.Ma poi?Mi sarei trovato pur sempre in Turchia,e più lontano che mai dalla Grecia.Studiai attentamente la mia cartina della Turchia.Bursa era la città più grande dei dintorni.Là avrei potuto prendere un autobus per tornare verso nord,fino a Instanbul.Potevo ancora contare su Johann per lasciare il paese? Ogni venerdi mattina dalla terraferma arrivava ad Imrali un traghetto che trasportava i nuovi detenuti oppure visitatori.La settimana dopo il mio arrivo sull'isola,il traghetto mi portò due visitatori inattesi e molto graditi.Uno era Michael Griffith,il mio avvocato di Long Island.L'altro era Joey,con il suo eterno sorriso sotto i baffi. Il venerdi era anche il nostro giorno libero.Non lavorava nessuno.I detenuti e i visitatori se ne stavano seduti insieme tranquilli all'ombra in un piccolo giardino.<>,si lamentò Mike cercando di schiacciarle con entrambe le mani. Scoppiai a ridere.<>.