DESTRUTTURAZIONI
“Datemi un punto d’ appoggio,
vi solleverò il mondo.”
1.
Non
posso accettare, che il mondo non sia,
come lo voglio io.
Non
posso accettare, di non poter dire,
e che cazzo, ma porco d’ un dio!
Non
trovo più conforto nella natura,
l’
intimità colonizzata dalle nevrosi (che derivano dalla vita sociale).
Come può l’
uomo, questa carogna su due piedi, che vive una vita di merda, che si è
edificato una prigione
sulla Terra, confrontarsi con l’ Onnipotente (the Almighty),
con Dio, con la totalità, foss’ anche solo un’ idea?
Qualche
chilo di carne ad ingrassare i vermi.
Lei è pazzo come un cavallo.
Alcoholfrei.
Ipse dixit.
A
chi stai parlando? (to whom are you speaking to?)
C’
è qualcosa sotto la maschera? (is there something under
the surface?)
Evviva
il lerciume sotto le cristallizzazioni,
la libertà di sentirsi liberi nell’ intimità coatta!
Per
parlare si ha bisogno di un interlocutore,
e
tu stai parlando immaginandoti parlare.
Evviva
la vastezza delle terre del sogno,
sorgente prima di tutte le illusioni!
Ma
tu finirai in una fossa, ad asciugarti come una lumaca al sole.
Tu
vivi la vita del guscio di lumaca.
Sei
tu (l’ altro - da me), l’ interlocutore.
E
si parla immaginandocisi parlare.
Tornerò,
tornerò,
cos’ è che fa capolino da dietro l’ angolo?
Sono
lo spettro della barbarie,
il
genocidio, l’ uragano,
la
necessità sotto le giustificazioni,
le
cristallizzazioni della civiltà e le edificazioni della tecnica;
Sono
il corruttore del mito,
il
complessificatore, la contraddizione.
Sono
il negativo.
Tornerò,
tornerò,
cos’ è che sta spuntando da dietro l’ angolo?
2.
I
am alive! Sono vivo!
Quant’
è vero che esiste un Dio
dietro l’ intelaiatura dei cieli!
(:
Orione, le Pleiadi,
l’
aurora boreale,
zenit, nadir. )
Il
cielo stellato, il vento tra gli olivi:
non
è per te, questo spettacolo.
Non
ha poi molto senso, un Io.
Sono
la rassegnazione:
ché,
non ho cittadinanza nell’ umano?
Guarda
allo scarafaggio:
un esoscheletro opaco, di cheratina,
portato dietro a fatica
sotto le cateratte aperte del cielo.
Figlio
del dubbio, cristiano senza Dio.
Gli
ostacoli sul suo percorso, per me: briciole.
La
sua vita, per me: uno scherzo.
Eppure anch’ io sono scarafaggio,
quando le più piccole difficoltà appaiono
insormontabili
(vorrei
sapere chi ha fissato il sistema metrico delle difficoltà).
E la birra, un prodotto alimentare!
È
contro natura! C’ ho la colite!
Maiala
della madonna!
Un
pezzo di gioia e un po’ di dolore,
un
istinto represso e un ricordo d’ infanzia,
in
questo caos legalizzato e statuito
(che schifo mi fanno
le altre persone!).
Sogno
di essere un gerarca nazista,
con l’ architetto a rifarmi la casa;
burocrazia!?
contatti!?
È
lui che ci pensa! Altrimenti gli faccio aprire la gola
con la stessa facilità con cui si fa sbucciare una
pesca
(ma si sbucciano poi le pesche? – com’è complicata la vita!).
E
tutto ciò è contro natura.
3.
Borghesi:
tirati su dal fango, stipati in quattro mura;
fuori: l’ assedio della barbarie, la sporcizia,
il
morire a trent’ anni con le vertebre saldate dalla fatica;
dentro: la paura di finire fuori.
Ogni
uomo, preso a solo,
è un pelo più che nulla.
Sperma
di bastardo, sperma di negro:
inquino le razze, incrino le discendenze
(fino
a dove puoi arrivare,
con
la computa degli antenati?).
Se non ci fosse chi sgozza i bambini,
come faremmo a sentirci migliori?
E
la sicurezza di sé, nella vita, è una cosa importante.
Ogni
uomo, preso a solo,
è un pelo più che nulla.
Fortuna
che non ci avete incontrato sulle vostre strade, donne!
Altrimenti adesso ve ne stareste con
la gola aperta, e la bocca piena di terra.
E noi a guardarvi, vive, e “a friggervi una mano in
olio da cucina!”
L’
uomo ha da sempre esercitato un dominio sul mondo animale.
Gli
animali vengono sgozzati, sventrati; per provvedere al
suo nutrimento.
Un
tempo venivano usati per la soma ed il trasporto; oggi
ci sono le macchine.
se è piccolo, mi viene da schiacciargli la testa col
tacco della scarpa.
La passeggiata
col cane, l’ animale da compagnia.
Hic est busillis.
4.
Se decide di passare alla soluzione
conflittuale,
si ricordi che nessun’ azione
è lasciata al caso,
in un conflitto; e quand’
anche lo fosse
deve essere sorretta da una
forte volontà.
Mutare uno stato è sempre faticoso.
È faticoso quando non si conosce il terreno
su cui ci si dovrà muovere,
o quando si hanno pochi mezzi
a disposizione,
o quando, comunque, si teme
di usarli.
Habeas corpus?
Non riesco a risolverla in nessun modello;
in tutta onestà, non so cosa
fare.
Mi
affascina il male, e non credo – nella morale.
Mi interessa
sapere il come ogni persona
si
costruisce la propria vita
(intendo
dal punto di vista degli affetti,
del
rapporto con sé; gli hobbies)
e
a questo riguardo non do nulla per scontato
(forse
perché non mi è più propria
la
categoria dell’ entusiasmo).
Forse
dovrei uscire:
è
che mi sto ammuffendo in questo lembo di mondo.
Il
fiato cattivo dalla bocca d’ un morto.
Epilogo
Torna
a vivere la tua vita, a coltivare il tuo tempo libero.
Alle
tue occupazioni, i tuoi affetti, le amicizie;
torna pure ai tuoi esercizi, alle gratifiche.
Ma
non mi rompere i coglioni.
Non
importa, hai detto ciò che pensavi. È giusto così.
Io sono il suicida, non sarò sepolto nella vostra terra
consacrata.